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Da Fca a Google, da Tesla a Volvo, da Uber a General Motors fino ad Alibaba: tanti marchi sono al lavoro per lo sviluppo della tecnologia driverless car. Inizia a muoversi anche l’Italia. Ecco la situazione e le prospettive del settore

Sette trilioni di dollari. È quanto dovrebbe valere il mercato delle automobili a guida autonoma secondo uno studio di Intel e Strategy Analytics pubblicato lo scorso giugno. L’industria dell’auto si muove in massa sul fronte dello sviluppo della tecnologia driverless car. E inizia a muoversi qualcosa anche in Italia.

Nuove regolamentazioni

Il 2018 si prospetta come un importante anno di svolta. Se ancora la distribuzione su larga scala di veicoli a guida autonoma è di là da venire, nei prossimi mesi si prevede la costruzione dell’impalcatura produttiva e legislativa necessaria allo sviluppo completo del settore. Diversi Paesi, in primis Stati Uniti e Cina, stanno per regolamentare l’utilizzo di driverless car facilitandone la messa in commercio. Finora, infatti, le leggi che disciplinano il fenomeno riguardano per lo più auto a guida autonoma assistita. Ma presto si faranno i passi necessari per la guida al 100 per cento autonoma.

Le mosse di Waymo

Nel frattempo si intensificano i test su strada condotti dalle case automobilistiche, che stanno dedicando sempre più attenzione e risorse allo sviluppo dei modelli senza pilota. In prima fila c’è chiaramente Google, che ha già lanciato i test per un servizio di taxi senza guidatore. Waymo, la controllata di Alphabet, che proprio in queste settimane ha raggiunto un accordo milionario con Uber dopo l’accusa del furto di brevetti sullo sviluppo della guida autonoma. Nel 2017 Waymo ha testato i suoi modelli “100% autonomi” nell’area metropolitana di Phoenix e ha da poco concluso un accordocon Fca per la fornitura di una nutrita flotta di minivan Pacifica senza conducente.

Tutti gli altri

Ma gli altri non stanno a guardare. General Motors espanderà i test dei suoi Chevrolet Bolt autonomi a New York all’inizio del 2018, aprendo la strada per il suo servizio di robotaxi così come promesso e ha già inviato la richiesta alle autorità Usa per produrre e portare su strada la Cruise AV, con il possibile arrivo sul mercato del modello senza controlli manuali entro il 2019. Nel 2018 anche Ford inizierà a testare la nuova tecnologia dei veicoli a guida autonoma e ha a tal proposito siglato un accordo con Lyft, l’app rivale di Uber. Un accordo speculare rispetto a quello siglato proprio tra la società di Travis Kalanick e Volvo. Nissan ha già effettuato le proprie sperimentazioni anche a LondraToyota ha avviato un fondo di venture capital con una dotazione di 100 milioni di dollari. Bmw, che un fondo d’investimento ce l’aveva già, lo ha reso più ricco: la sua disponibilità è passata da 100 a 500 milioni di dollariSamsung sta acquisendo società focalizzate sul settore automobilistico come Harmann. Senza dimenticarsi di Tesla. Elon Musk è infatti un precursore nel campo, visto che la sua creatura equipaggia le proprie auto con una dotazione hardware che permetterebbe la guida autonoma sin dal 2016.

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